Prato di Campoli
Area Naturalistica del Comune di Veroli
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Prato di Campoli

La Flora

La faggeta dei Monti Ernici rappresenta un habitat prioritario ai sensi della Direttiva 92/43/CEE o "Direttiva habitat", poiché ospita al suo interno l'agrifoglio (llex aquifolium), una specie vegetale ritenuta cli elevato valore sotto il profilo conservazionistico. Si tratta pertanto di un habitat di elevato interesse sotto il profilo della tutela. Nonostante che la faggeta costituisca un habitat con vegetazione fitta e con scarsa luminosità nel sottobosco, si riscontra al suo interno la presenza di specie erbacee molto interessanti. Ciò si spiega considerando che durante la stagione invernale il faggio è privo di fogliame e pertanto durante i primi rialzi termici primaverili, prima del risveglio vegetativo del faggio, le specie erbacee del sottobosco usufruiscono di un breve periodo di insolazione, sufficiente per lo svolgimento del ciclo fenologico. Tale ciclo si esplica in tempi brevi e si completa prima che la faggeta ridiventi fitta e ombrosa. Pertanto anche se si tratta di un habitat ombroso il sottobosco usufruisce di un breve periodo di eliofilia. La faggeta pura è un ottimo esempio della competitività del faggio che riesce ad estromettere con la sua vigoria e il suo precoce risveglio vegetativo le altre specie arboree concorrenti. In alcuni casi, però, l'uomo interviene tagliando il faggio e favorendo le specie concorrenti come i carpini e le rovelle, alterando artificialmente l`assetto vegetazionale. Il faggio (Fagus sylvatica) è una specie caducifoglia a portamento arboreo della famiglia delle fagacee ed è la principale specie edificatrice della faggeta. Dal punto di vista altitudinale il faggio compare intorno agli 800-900 m, ma trova la sua migliore espressione intorno ai 1000-1300 m, dove costituisce boschi puri o misti al di sopra della fascia di vegetazione tipica delle querce (cerro e roverella). Infatti in questo ambito fitoclimatico il faggio mostra un evidente successo competitivo sulle altre specie arboree come ad esempio le querce, specialmente a causa della sua maggiore vigorìa e competitività basate su un più precoce risveglio vegetativo dalla pausa invernale. Al di sopra dei 1300 m il persistere di condizioni ambientali proibitive fino a primavera inoltrata limitano la diffusione del faggio che cede il passo a specie più frugali, meglio adattate a sopportare il permanere della neve, l'elevata ventosità, il substrato più povero e le basse temperature. Pertanto il faggio viene sostituito da specie arbustive, meno esigenti dal punto di vista ecologico, ed in particolare dal ginepro comune (juniperus communis), con il suo caratteristico aspetto prostrato, contorto e tappezzante e le tipiche foglie aghiformi. Dove queste condizioni ambientali sfavorevoli si accentuano ulteriormente scompaiono anche gli arbusti prostrati e la vegetazione tipica è rappresentata dalle praterie erbacee di altitudine che sono ascrivibili alla classe fitosociologica Festuco-Brometea, con prevalenza di graminacee dei generi Festuca e Bromus. Sottobosco della faggeta La flora del sottobosco della faggeta ha sviluppato particolari adattamenti spaziali e temporali per rimediare alla scarsa penetrazione di luce ostacolata dalle fitte chiome degli alberi sovrastanti. Infatti quando gli alberi sono privi di foglie, cioè da ottobre a giugno, ma in particolare nel periodo aprile-maggio, si assiste a una vera e propria esplosione di fioriture di specie eliofile, cioè adattate a vivere in piena luce, che sfruttano questo periodo favorevole, quali: anemoni, primule, narcisi, bucaneve, lilium, ciclamini, orchidee, scille; mentre quando l'oscurità incombe a causa del fitto fogliame, cioè nel periodo estivo, queste specie hanno terminato la fioritura e la fruttificazione e sono già in stato di quiescenza, mentre solo alcune specie adattate alla scarsità di luce riescono a vegetare nel sottobosco. Si tratta di specie sciafile con foglie larghe e di color verde scuro, cioè ricche di clorofilla (per catturare la maggior quantità possibile di luce), come alcune specie di felci, il pungitopo o il raro agrifoglio. Un caso a parte è rappresentato dalle radure e i margini della faggeta, dove la vegetazione arborea permette la penetrazione della luce solare e consente la crescita di numerose specie vegetali moderatamente sciafile quali: aquilege, fragole, lamponi, campanule, ecc. Questi particolari adattamenti sono possibili grazie alla caducità delle foglie del faggio. Infatti nei boschi sempreverdi, come ad esempio nella lecceta, le condizioni di luce sono costanti per tutto l'armo e pertanto le specie che riescono a vivere nel sottobosco sono meno numerose e sono sostanzialmente sciafile, mentre alcune specie più esigenti in luminosità si adattano a vivere ai margini e nelle radure. Galanthus nivalis (bucaneve) è una pianta erbacea con bulbo ovoide ricoperto da tuniche scure. Ha fusto unico, eretto, striato, foglie nastriformi ad apice arrotondato. Il fiore è unico, generalmente pendulo, con petali candidi. Vive nei boschi umidi e freschi, in particolare nelle faggete e sale in altitudine fino a 1200 m. Fiorisce generalmente in primavera tra marzo ed aprile, raramente ha una rifiorenza autunnale fra ottobre e novembre. Testo tratto da "Prato di Campoli" 2002, dott. Giulio di Pinto
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La faggeta dei Monti Ernici rappresenta un habitat prioritario ai sensi della Direttiva 92/43/CEE o "Direttiva habitat", poiché ospita al suo interno l'agrifoglio (llex aquifolium), una specie vegetale ritenuta cli elevato valore sotto il profilo conservazionistico. Si tratta pertanto di un habitat di elevato interesse sotto il profilo della tutela. Nonostante che la faggeta costituisca un habitat con vegetazione fitta e con scarsa luminosità nel sottobosco, si riscontra al suo interno la presenza di specie erbacee molto interessanti. Ciò si spiega considerando che durante la stagione invernale il faggio è privo di fogliame e pertanto durante i primi rialzi termici primaverili, prima del risveglio vegetativo del faggio, le specie erbacee del sottobosco usufruiscono di un breve periodo di insolazione, sufficiente per lo svolgimento del ciclo fenologico. Tale ciclo si esplica in tempi brevi e si completa prima che la faggeta ridiventi fitta e ombrosa. Pertanto anche se si tratta di un habitat ombroso il sottobosco usufruisce di un breve periodo di eliofilia. La faggeta pura è un ottimo esempio della competitività del faggio che riesce ad estromettere con la sua vigoria e il suo precoce risveglio vegetativo le altre specie arboree concorrenti. In alcuni casi, però, l'uomo interviene tagliando il faggio e favorendo le specie concorrenti come i carpini e le rovelle, alterando artificialmente l`assetto vegetazionale. Il faggio (Fagus sylvatica) è una specie caducifoglia a portamento arboreo della famiglia delle fagacee ed è la principale specie edificatrice della faggeta. Dal punto di vista altitudinale il faggio compare intorno agli 800-900 m, ma trova la sua migliore espressione intorno ai 1000-1300 m, dove costituisce boschi puri o misti al di sopra della fascia di vegetazione tipica delle querce (cerro e roverella). Infatti in questo ambito fitoclimatico il faggio mostra un evidente successo competitivo sulle altre specie arboree come ad esempio le querce, specialmente a causa della sua maggiore vigorìa e competitività basate su un più precoce risveglio vegetativo dalla pausa invernale. Al di sopra dei 1300 m il persistere di condizioni ambientali proibitive fino a primavera inoltrata limitano la diffusione del faggio che cede il passo a specie più frugali, meglio adattate a sopportare il permanere della neve, l'elevata ventosità, il substrato più povero e le basse temperature. Pertanto il faggio viene sostituito da specie arbustive, meno esigenti dal punto di vista ecologico, ed in particolare dal ginepro comune (juniperus communis), con il suo caratteristico aspetto prostrato, contorto e tappezzante e le tipiche foglie aghiformi. Dove queste condizioni ambientali sfavorevoli si accentuano ulteriormente scompaiono anche gli arbusti prostrati e la vegetazione tipica è rappresentata dalle praterie erbacee di altitudine che sono ascrivibili alla classe fitosociologica Festuco-Brometea, con prevalenza di graminacee dei generi Festuca e Bromus. Sottobosco della faggeta La flora del sottobosco della faggeta ha sviluppato particolari adattamenti spaziali e temporali per rimediare alla scarsa penetrazione di luce ostacolata dalle fitte chiome degli alberi sovrastanti. Infatti quando gli alberi sono privi di foglie, cioè da ottobre a giugno, ma in particolare nel periodo aprile-maggio, si assiste a una vera e propria esplosione di fioriture di specie eliofile, cioè adattate a vivere in piena luce, che sfruttano questo periodo favorevole, quali: anemoni, primule, narcisi, bucaneve, lilium, ciclamini, orchidee, scille; mentre quando l'oscurità incombe a causa del fitto fogliame, cioè nel periodo estivo, queste specie hanno terminato la fioritura e la fruttificazione e sono già in stato di quiescenza, mentre solo alcune specie adattate alla scarsità di luce riescono a vegetare nel sottobosco. Si tratta di specie sciafile con foglie larghe e di color verde scuro, cioè ricche di clorofilla (per catturare la maggior quantità possibile di luce), come alcune specie di felci, il pungitopo o il raro agrifoglio. Un caso a parte è rappresentato dalle radure e i margini della faggeta, dove la vegetazione arborea permette la penetrazione della luce solare e consente la crescita di numerose specie vegetali moderatamente sciafile quali: aquilege, fragole, lamponi, campanule, ecc. Questi particolari adattamenti sono possibili grazie alla caducità delle foglie del faggio. Infatti nei boschi sempreverdi, come ad esempio nella lecceta, le condizioni di luce sono costanti per tutto l'armo e pertanto le specie che riescono a vivere nel sottobosco sono meno numerose e sono sostanzialmente sciafile, mentre alcune specie più esigenti in luminosità si adattano a vivere ai margini e nelle radure. Galanthus nivalis (bucaneve) è una pianta erbacea con bulbo ovoide ricoperto da tuniche scure. Ha fusto unico, eretto, striato, foglie nastriformi ad apice arrotondato. Il fiore è unico, generalmente pendulo, con petali candidi. Vive nei boschi umidi e freschi, in particolare nelle faggete e sale in altitudine fino a 1200 m. Fiorisce generalmente in primavera tra marzo ed aprile, raramente ha una rifiorenza autunnale fra ottobre e novembre. Testo tratto da "Prato di Campoli" 2002, dott. Giulio di Pinto